MAKE-UP PER CHI HA GLI OCCHI MARRONI

Ciao amiche ed amici!!:)

Buona domenica a tutti! Gennaio è già giunto al termine! Come avete passato il weekend?

Oggi dedico il mio articolo a quelle ragazze che, come me, hanno gli occhi marroni.

INIZIAMO SUBITO CON IL TUTORIAL!

Buona lettura! ♥

jenny trucco occhi marroni
Trucco per ragazze occhi marroni

Ragazze, questo è il risultato. Per realizzarlo basta seguire questi semplici passaggi:

PRIMO PASSAGGIO/BASE: Realizzate la base del vostro trucco come fate di solito, quindi a seconda delle esigenze della vostra pelle, del vostro viso e dei vostri lineamenti.

SECONDO PASSAGGIO/OCCHI: Applicate sugli occhi un primer. Poi applicate all’estremità un pezzettino di scotch che vi sarà utile per creare un effetto più ordinato e delineato. Applicate, quindi, un ombretto argento perlato su tutta la palpebra mobile.

Sulla palpebra fissa applica un ombretto nero glitterato e sfuma.

Lungo la piega della palpebra applica un ombretto marrone scuro e sfuma bene.

A questo punto, togli delicatamente lo scotch.

Sfuma leggermente la linea d’ombretti creata dallo scotch.

Applica, ora, l’eyeliner ed, infine, il mascara.

Ridefinisci,a tuo piacimento, le sopracciglia con una matita nera o marrone.

LABBRA:

Per le labbra applica un rossetto neutro sui toni del rosa. Applica una matita che si avvicini al colore del rossetto solo sul contorno superiore delle labbra.

ET VOILA’, questo trucco è adattissimo a chi ha gli occhi marroni e non sa come poterli valorizzare, ma anche a chi ha gli occhi verdi, infatti, per realizzarlo mi sono ispirata alla bellissima Rihanna.

jenny make up occhi marroni 2

Ragazze, spero che questo veloce e semplice tutorial vi sia piaciuto!Alla prossima e vi mando come sempre tanti tanti bacioni!

La Jenny :*

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RECENSIONE: SFATIAMO IL MITO DELLA “PIASTRA-SPAZZOLA”

Ciao amiche ed amici del blog!:)

Oggi, finalmente, torno con un articolo/recensione.

E’ arrivato il momento di parlarvi di un “accessorio” che, ultimamente, sta andando veramente alla grande… Pubblicizzato sui social da personaggi famosi e non , è impossibile che voi non abbiate mai visto… La “piastra a forma di spazzola”. Bhè, io la chiamo così, altri preferiscono chiamarla “piastra lisciante” . Se non avete ancora capito di cosa sto parlando, eccovi subito in allegato un’immagine che la ritrae. Vi lascio alla mia recensione ed alla mia personale esperienza. Buona lettura e mille bacioni!:)

spazzola elettrica

Eccola qui, la piastra di cui accennato sopra.

COME SI PRESENTA:

La piastra, si presenta a forma di spazzola. E’ composta, come potete ben vedere dall’immagine qui sopra, da:

  • Un “guscio”esterno a prova di calore
  • Piastre termiche
  • Tasto On/off di accensione e spegnimento
  • Impostazione di temperatura
  • Display LCD di temperatura

La piastra è disponibile in due colori: rosa oppure bianca.

La temperatura massima della piastra è di 230°.

LA MIA OPINIONE PERSONALE

Essendo amante del rosa, quando ho visto questa piastra su internet mi sono lasciata tentare e l’ho acquistata. Ovviamente, non dopo aver letto varie recensioni e dopo aver guardato qualche video su come si utilizza. Soddisfatta dalle ottime recensioni lette e convinta dai video che mostravano lunghi capelli ribelli lisciarsi che neanche Bolt, ho deciso di procedere tranquillamente con l’acquisto.

Ragazze, cercherò di non perdermi in inutili chiacchiere.

AVETE I CAPELLI CORTI E VOLETE PIASTRARLI VELOCEMENTE?

ALLORA Sì,QUESTA PIASTRA FA PER VOI!

Abbastanza economica, su internet potete acquistarla ovunque: e.bay- Instagram-Facebook, ecc…

Per noi, invece, ragazze con una lunga chioma e capelli sottili, il discorso è ben diverso!

Ah, dimenticavo, adesso vi parlerò di un aspetto negativo della piastra che credo andrà a svantaggio anche di chi ha i capelli corti: IL TASTO DI SPEGNIMENTO!

Ho piastrato i miei capelli con quella piastra due volte, ma quanto ho odiato quel tasto non potete neanche immaginarlo!

Il motivo per cui l’ho odiato quasi quanto le “faccette che pena mi fai!” di Barbara D’Urso è che, mentre piastravo i capelli, involontariamente la mia mano spingeva il bottone ( che si trova, a parer mio, in una “posizione scomoda”) facendo sì che la piastra si spegnesse e riaccendesse.

Secondo motivo per cui non consiglio questa piastra è semplicemente il fatto che non piastra i capelli in maniera migliore rispetto alla tradizionale piastra lisciante.

Per carità, è una novità molto carina, ma, che, secondo me, sta venendo un po’ troppo “pompata”.

Per parlarvi chiaro, io ho la piastra lisciante della Imetec e, guardando quei video di ragazze con i capelli molto simili ai miei che riuscivano a lisciarli in maniera così veloce ed efficace con la piastra a spazzola, avevo pensato che l’avrei accantonata del tutto per rimpiazzarla con quella nuova!

Ma, così non è stato.

Di lisciarli li liscia, sì, ma l’effetto è molto naturale e si può benissimo realizzare con l’utilizzo di phon e spazzola. Inoltre, io ho i capelli abbastanza sottili ( non sottilissimi!), e me li ha resi un po’ “elettrici”. Ora, non immaginatemi con una chioma alla Einstein, però, io preferisco la classica piastra!

CONSIGLI QUESTO PRODOTTO?

Per chi ha i capelli corti sì, per chi ha i capelli lunghi ASSOLUTAMENTE NO!

CHE VOTO ATTRIBUISCI ALLA PIASTRA?

2 su 5.

Ragazze, spero che la recensione vi sia utile! Continuate a seguirmi. Vi mando altri mille baci ed un grande abbraccio!:) ♥

Jenny ♥

TAG: quali erano o sono i cartoni animati che seguite?!

Ciao amiche ed amici e buon inizio settimana a tutti!

Qui da me, il freddo si comincia a sentire! E da voi, come sono le temperature?

Per riscaldarci un po’ , divertiamoci con questo tag sui cartoni animati molto carino e veloce ideato da FRUTTIDIBOSCOBLOG !

REGOLETTE DEL TAG :

A) Taggate la creatrice dell’ articolo.
B) Taggate almeno 10 persone.
c) Esponete con tanto di foto almeno 3 cartoni animati che guardavate.
D) Taggate chi vi ha taggato.

Iniziamo subito allora! 🙂

Classe ’95. Ricordo bene gli anni in cui non mi staccavo dalla tv quando andava in onda ” Sailor moon”. Peccato che perdevo quasi la metà di ogni puntata perché appena partiva la musichetta che presagiva l’entrata in scena del personaggio cattivo, io iniziavo ad aver paura e mia sorella mi copriva gli occhi con le mani! 😀

Altro cartone animato che mi viene in mente è “Rossana”. Credo che tutte noi bambine eravamo “innamorate perse” di Eric!!

E poi come dimenticarsi di “Mila e Shiro”? Ammettetel, anche voi quando vi capitava di fare una partitella a pallavolo vi sentivate Mila?:P

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♥ NOMINO :

♥ Mary

Tasteofmakeup

LamagaVale

♥ La ragazza delle arance

♥ Il cuore di Beatrix

Ultimatemiliamakeup

♥ OtyMakeup

Mammafordummies

Un bacione a tutte e a tutti!:*

La Jenny :*

 

 

RECENSIONE ” QUO VADO?”: Un film che merita di essere visto?

 

 

Ciao a tutte amiche ed amici!

Innanzitutto, mi scuso se per alcuni giorni non ho dato segni di vita ma è stata una settimana altalenante tra virus intestinale e la linea wi-fi che era completamente sparita!

In questa settimana,però, ho fortunatamente avuto il tempo di  andare a vedere al cinema il film di cui tutti parlano. Sto parlando, naturalmente, di ” Quo Vado?”, l’ultimo film di Luca Medici in arte Checco Zalone.

Vi lascio alla recensione che, vi ricordo, non è altro che una mia opinione personale! BUONA LETTURA!:)

RECENSIONE “QUO VADO?”

locandina-quo-vado

INFORMAZIONI

Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2016
Durata 86 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere commedia
Regia Gennaro Nunziante
Soggetto Gennaro Nunziante e Checco Zalone
Sceneggiatura Gennaro Nunziante e Checco Zalone
Produttore Pietro Valsecchi
Casa di produzione Medusa Film, Taodue
Distribuzione(Italia) Medusa Film
Fotografia Federico Masiero
Montaggio Pietro Morana
Musiche Luca Medici
Costumi Valentina Di Palma
Interpreti e personaggi

TRAMA ED OPINIONI PERSONALI

Il film ha inizio con Checco, un uomo italiano sulla quarantina, che viene accompagnato da un uomo di colore presso un luogo situato in Africa. L’uomo, però, viene erroneamente scambiato da una tribù africana per un soggetto pericoloso così viene sequestrato e portato dal capo tribù che deciderà la sua sorte: essere bruciato vivo oppure essere rilasciato.

Il destino del povero uomo dipende dalla sua purezza d’animo. Checco, infatti, deve raccontare al capo tribù le vicissitudini della sua vita. Se il suo cuore risulterà puro la sua vita sarà salva. Ha inizio così il suo monologo.

Checco Zalone è un uomo che, sin da bambino, ha avuto solo un sogno nella sua vita: il posto fisso. Sogno che, da grande, è riuscito a realizzare. Egli, infatti, lavora in un ufficio provinciale in cui timbra le licenze di cacciatori e pescatori.

La sua vita, racconta il personaggio, lo appagava del tutto. Aveva tutto quello che da sempre aveva desiderato:  una mamma che si prende cura di lui, una fidanzata prosperosa, poche responsabilità e… il posto fisso!

Un giorno, però, le cose cambiano: il governo vara la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province nel 2015.

Checco, in un primo momento, non appare agitato per questa nuova riforma perché sicuro del suo posto fisso. Ma, sfortunatamente, egli rientra tra coloro che dovranno abbandonare il posto fisso. Viene così convocato dalla dottoressa Sironi che lo mette di fronte ad una scelta difficile: lasciare il posto fisso oppure mantenerlo trasferendosi dalla sua città.

Per Checco nulla è più importante del posto fisso, così,sorprendendo la Sironi, l’uomo accetta di essere trasferito.

Per tentare di costringerlo a dimettersi, la dottoressa Sironi lo trasferisce in diverse località italiane a ricoprire ruoli pericolosi ma, Checco si ambienta perfettamente in ogni luogo e resiste a tutto, perfino a non cedere alle offerte di indennizzo via via sempre più remunerative della Sironi e restando attaccato al posto fisso, come consigliato dal suo idolo, il senatore Nicola Binetto.

E’ da questo momento in poi che, nel film, entra in gioco la presenza di un antagonista, rappresentato dalla figura, appunto, della dottoressa Sironi, che, alla fine, infastidita da Checco, decide di  trasferirlo nella fredda Norvegia, in una base scientifica italiana, con il compito di difendere i ricercatori dagli attacchi degli orsi polari. Checco, trasferitosi in Norvegia e vista la situazione,  sembra essere sul punto di arrendersi, ma, quando incontra la ricercatrice che avrebbe dovuto accompagnarlo nei suoi compiti, cambia subito idea e si innamora perdutamente di lei.

Hanno così inizio le “avventure di Checco in Norvegia”. Checco e Valeria, la ricercatrice, passano molto tempo insieme fino ad arrivare al punto che quest’ultima decide di invitarlo a casa sua. E’ qui che Checco scopre particolari della vita della donna davvero curiosi. La dottoressa, infatti,oltre ad aver avuto un flirt con una donna,  ha tre figli, ognuno avuto da tre compagni diversi. Checco appare per un attimo alquanto perplesso, ma decide comunque di continuare la conoscenza.

Con il passare del tempo , il protagonista si rende conto di quanto, fino ad adesso, sia stato incivile perchè abituato ad un ambiente dove l’inciviltà è normalità. Egli, quindi, decide di cambiare ed adattarsi a quelli che sono i modi civili tipici dei norvegesi.

Quando i genitori si recano dal figlio, infatti, trovano un uomo del tutto diverso.

Checco, infatti, si è fatto crescere una barbetta bionda, tipica degli uomini norvegesi, beve la birra norvegese, canta e balla le musiche popolari norvegesi, sta attento a non suonare il clacson alla macchina davanti quando si trova ad un semaforo e prende perfino delle lezioni di norvegese.

I genitori, sconvolti, non accettano questo cambiamento radicale del figlio e la mamma chiede alla ragazza di convincere Checco a tagliare la barba. Il figlio accetta ed i genitori tornano, molto perplessi, in Italia.

E’ sera e Checco sta discutendo sull’astronomia con uno dei figli di Valeria, quando, ad un tratto, cambia canale. In tv appaiono Romina ed Albano che cantano insieme al festival di Sanremo. E’ qui che Checco (il personaggio) si rende conto di non potersi staccare così dalla sua Italia e così lascia la Norvegia con Valeria ed i figli e viene trasferito in Calabria.

Qui è Valeria a trovare un ambiente del tutto diverso da quello a cui lei è abituata.

I due fondano una clinica per animali ma, dopo poco tempo, sono costretti a chiuderla per mancanza di fondi.

Valeria, che tiene molto agli animali, non riesce a reggere la situazione così  decide di ritornare in Norvegia facendo un’ultima proposta a Checco: o il posto fisso o lei.

Checco racconta di aver scelto lei ma, il capo tribù si rende conto che l’uomo mente. Così, l’uomo riprende il racconto svelando, stavolta, la verità.

Checco non ci pensa due volte e lascia che Valeria se ne vada difendendo il suo posto fisso.

Finalmente, Checco viene ritrasferito nel suo ufficio e tutto sembra essere tornato alla normalità. Ma, ad un tratto, riceve una telefonata da parte di Valeria che lo informa di aspettare un figlio da lui.

A questo punto del racconto, Checco spiega alla tribù di trovarsi lì non per minacciarli o per minacciare il loro territorio, ma per andare a trovare sua figlia. Il capo tribù, visto che anche sua figlia è incinta, decide di lasciarlo andare.

Checco raggiunge Valeria in un ospedale gestito da missionari e dopo aver abbracciato la bimba che chiamano Ines, rinuncia al suo tanto amato posto fisso, a condizione che la Sironi gli stacchi un assegno da 50.000 euro. La Sironi augura a Checco che spenda tutti quei soldi in medicine. Ed infatti, il film si conclude con Checco che, a nome della Sironi, invia vaccini e medicinali per l’ospedale africano.

A parer mio, ” Quo Vado?” è un film che, una volta visto, non ti fa rimpiangere di aver sprecato tempo e denaro. Apparentemente vicino allo stampo di film “cinepanettone”, “Quo Vado?” differisce da questi in quanto si allontana, per molti tratti, dall’ironia, avvicinandosi, invece, in stile molto alla “Blob”, alla satira.

La scena in cui l’attore arriva all’apice della sua brillante satira è quella dove si rende conto di dover tornare in Italia quando vede Albano e Romina in televisione. In questa scena, infatti, Checco Zalone si prende gioco, in maniera velata, ma allo stesso tempo schietta e  sincera, dello spettatore italiano.

“Sono tornati insieme ed io mi sono perso tutto questo?!”

Dice tra sé e sé Checco nel film e la frase risulta come una presa in giro in piena regola dell’italiano che non si rende conto dei fatti importanti che accadono nel proprio Paese perché molto più informato su fatti di minore importanza e più interessato quindi, al divertimento che all’informazione.

Altro aspetto dell’Italia che Checco mette in evidenza è la disorganizzazione. Come, ad esempio, i ritardi del treno.

Se da una parte Checco, seppur nascondendolo bene, critica alcuni aspetti dell’Italia, dall’altra dà un grande merito al suo popolo: quello dell’educazione.

Egli, infatti, ci fa capire che, nonostante ci siano Paesi molto più organizzati e dove il popolo è molto più propenso a spendere il suo tempo impegnandosi in lavori o ricerche piuttosto che guardare la televisione o leggere su Facebook notizie sui personaggi famosi, gli italiani restano sempre il popolo migliore perché disorganizzato e distratto sì, ma di cuore anche e soprattutto.

Molti lo hanno definito un po’ Chaplin e un po’ Totò.

A parer mio, invece, Checco Zalone appare, invece, come un mix perfetto tra  Verga, che dipingeva semplicemente  la realtà per quella che era, e… lui stesso.

Inoltre, la satira di Checco Zalone fa sì che si possa sviluppare una sorta di studio sulla società odierna dell’Italia. Quello di oggi è un popolo italiano auto-ironico,  a cui piace essere preso in giro. Attenzione, però, d’ora in poi solo a patto che vi chiamate “Checco Zalone” . . . . 😉

CONSIGLI QUESTO FILM AL PUBBLICO?

Lo consiglio perché è un film che in parte fa ridere ed in parte fa riflettere (e poi, fatemelo dire,  le facce di Zalone sono troppo divertenti!).

QUANTE STELLE DAI AL FILM?

Attribuisco a “Quo Vado?” 3 stelle e mezzo su 5.

Amiche ed amici, l’articolo è giunto al termine. Spero, come al solito, che vi sia piaciuto.

E voi, l’avete visto? Se sì, scrivetemi nei commenti il vostro parere! 🙂

Un bacione, la Jenny :*

 

♥ TAG ♥ SE DICO ROSA PENSI A . . .

se dico rosa 1

Ciao amici ed amiche!! 🙂

Oggi vi dedico un altro tag molto carino che mi ha proposto di fare la sempre graziosissima Alessia di https://ilovecapelliricci.wordpress.com/

Ecco a voi le regolette del tag:

  • Rispondere alla domanda “Se dico rosa pensi a…?” elencando i primi 3 oggetti materiali e le prime 3 cose immateriali che vi vengono in mente associati al colore rosa.
  • Utilizzare l’immagine qui sopra come banner del tag. Citare il blog che l’ha creato (https://vitadicasaillatorosa.wordpress.com/) e chi vi ha nominato.
  • Nominare 6 blogger e avvisarle/i.

Cosa aggiungere? INIZIAMO SUBITO! *_*

E’ per me molto piacevole e naturale rispondere a questo tag perché il rosa rientra tra i colori che più adoro!!

♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥  OGGETTI MATERIALI ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥

Il primo oggetto materiale che mi viene in mente è… la mia stanzetta! Ebbene sì, amiche, le pareti della mia stanzetta sono dipinte di rosa e viola e sono decorate con una striscia adesiva rosa raffigurante le principesse Disney. Al momento, non vi allego alcuna foto, ma, se siete curiose di vederla, più in là posso dedicare un articolo per mostrarvi come è decorata!:)

Il secondo oggetto materiale che mi viene in mente sono il tutù e le scarpette da ballerine. Impossibile nominare il rosa e non pensare a questo!^_^

se dico rosa 2
Foto presa da internet

Il terzo ed ultimo oggetto materiale sono i bellissimi  fiori di ciliegio.

 

♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ OGGETTI IMMATERIALI ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥

La prima cosa immateriale che mi viene in mente se penso al rosa è la dolcezza.

Secondo concetto è la fanciullezza.

Terzo ed ultimo concetto è il mondo femminile e la sua purezza.

Il tag è giunto al termine. Spero vi sia piaciuto!! 😀

ECCO QUI LE MIE NOMINE:

PLEASE ANOTHER MAKE UP

REDAZIONE

E VOI CHE NE PENSATE

LOUISEMILANO

BOUQUETFIORITO

SABRINAGLAMOURSTYLE

Spero che partecipiate anche voi a questo tag carinissimo!

Mille baci, Jenny :*

 

 

TEST TAG: MIGLIOR CONSIGLIO MAKE-UP

il cuore di Beatrix

Ciao amici ed amiche!

Questo è un articolo di risposta al tag di  https://ilcuoredibeatrix.wordpress.com   che ringrazio tanto e a cui faccio tanti complimenti per le sue creazioni a maglia ed uncinetto che  sono veramente molto molto carine.

Detto questo, partiamo subito con il test!

Domande del TAG

  1. Come usare nella maniera giusta una palette di correttori come questa ?il cuore di Beatrix 2

Ragazze, come vedete, questa è una palette formata da correttori di diversi colori.

Innanzitutto, spieghiamo quando è necessario utilizzare questi tipi di correttore.

I correttori colorati sono  utili  in caso di imperfezioni come: occhiaie, brufoletti, colorito spento e rossori.

Naturalmente, il correttore  non va a curare questo tipo di problemi, ma, se usato bene, aiuta a nascondere queste piccole imperfezioni.

Andiamo,adesso, a vedere nello specifico a cosa serve ogni tipo di correttore colorato.

CORRETTORE ROSA/ VIOLA: Questo tipo di correttore è adatto a chi ha un colorito spento, giallastro o olivastro. E’ adatto, inoltre, a quelle pelli stanche tipiche delle donne che fumano.Eh si, mie care fumatrici, purtroppo il fumo fa male anche alla pelle e la rende spenta. Questo tipo di correttore aiuta a dare un tocco di colore e lo si può miscelare con la crema che usate quotidianamente. La differenza tra il correttore viola e quello rosa è che il primo è adatto soprattutto a chi ha la pelle olivastra o spenta, mentre il rosa è più adatto a chi ha una pelle più chiara, ma stanca.

CORRETTORE VERDE: Tra i correttori colorati è,sicuramente,quello più conosciuto. Questo tipo di correttore permette di nascondere ogni tipo di rossore. Se compatto, lo si può applicare semplicemente con un pennello, mentre se in polvere lo si può miscelare con la crema.

CORRETTORE ARANCIONE:  Questo tipo di correttore è l’ideale per nascondere le occhiaie. Esso, va picchiettato sulla zona sotto gli occhi che si desidera nascondere. Il correttore arancione è indicato per le occhiaie che sono tendenti al colore blu.

CORRETTORE GIALLO: Questo correttore, come quello arancione, ci viene in aiuto in caso di occhiaie. A differenza di quello precedente, però, esso è utile in caso di occhiaie che sono tendenti al viola.

2.Per un trucco essenziale senza l’utilizzo del fondotinta qual è la base migliore per preparare il viso ed in particolare il trucco degli occhi?

Nel caso in cui si voglia creare un trucco essenziale senza utilizzare il fondotinta, si può usare come base per preparare il viso una crema idratante o, comunque, una crema che sia adatto al nostro tipo di pelle.

Se non si vuole usare il fondotinta, consiglio di aspettare qualche minuto ( 5/10) e applicare poi sul viso un correttore ed, infine, una cipria per fissarlo.

Per il trucco degli occhi consiglio, invece, di applicare il primer.

3.Spiega alle totali inesperte come usare questi pennelli chiarendo a cosa servono ed il loro miglior utilizzo ?

il cuore di Beatrix 3

Esistono vari tipi di pennelli per il trucco degli occhi.

Il primo che vedete in foto a partire da sinistra è un pennello dalle setole corte e compatte, ideale per picchiettare sulle palpebre ombretti in polvere.

Il secondo pennello, come potete vedere, presenta, invece, delle setole lunghe ed è l’ideale per applicare l’ombretto nella piega interna della palpebra.

Il terzo pennello serve per applicare l’eyeliner.

L’ultimo pennello è adatto per creare delle sfumature. Quindi può tornare molto utile nel caso si voglia creare uno smokey eyes.

4.Il modo migliore per avere una tenuta perfetta del trucco labbra composto da matita e lucidalabbra e se diverso il modo per mantenere il rossetto senza che si incorra nell’antiestetico secco delle labbra.

Tutte noi donne abbiamo questo problema. Usciamo da casa con un rossetto che neanche Marilyn Monroe e poi ci ritroviamo come se avessimo incontrato per strada George Clooney e lo avessimo riempito di baci!

Ma un segreto per mantenere il rossetto senza che si incorra nell’antiestetico secco delle labbra c’è!

Innanzitutto bisogna applicare la matita sul contorno delle labbra e poi riempirle con la matita stessa! Poi su di essa, applicate il rossetto. In questo modo il rossetto si fisserà sulla matita e durerà di più.

Fatto questo, applicate sulle labbra una velina e spolverate sopra la cipria ( non molta).

Infine, proprio per evitare l’effetto secco, applicate un po’ di lucidalabbra trasparente ( solo al centro, mi raccomando!).

5.Descrivi i passaggi per uno smokey eyes nero, facile e d’effetto !

smokey eyes

Lo smokey eyes nero è uno dei trucchi per gli occhi più famoso e d’effetto.

Qui di seguito vi spiegherò alcuni facili passaggi per crearne uno in pochissimo tempo:

1 °passaggio: Applica sulla palpebra un primer per gli occhi.

2 °passaggio: Applica con un pennello dalle setole morbide un ombretto dal color argento o grigio scuro su tutta la palpebra mobile.

3° passaggio: Utilizza un ombretto nero insistendo soprattutto sulla piega dell’occhio. Sfuma bene con l’apposito pennello per gli occhi.

4 ° passaggio: Applica l’eyeliner nero sopra senza sfumarlo.

5 ° passaggio: Applica l’eyeliner sotto e sfuma con un pennello.

6° ed ultimo passaggio: Per un effetto ancora più glamour consiglio di applicare il mascara.

Il test tag è finito. Vi ricordo sempre che io non sono una make-up artist, ma una semplice ragazza a cui piace scrivere e a cui piace il mondo del make-up.Quindi,  spero che le regole da me descritte siano giuste e che l’articolo sia piaciuto a “Il cuore di Beatrix” e a tutti/e voi! ♥ ♥

 

Mille baci, Jenny :*

 

 

 

 

 

 

 

GRAZIE PER LE 1000 VISITE!

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Ciao a tutti amici ed amiche!!

Questo è il mio ringraziamento per aver raggiunto le 1000 visite!

GRAZIE, GRAZIE ED ANCORA GRAZIE DI CUORE per questo piccolo grande traguardo!

Spero continuate a seguire i miei articoli con lo stesso piacere con cui lo state facendo finora!:)

Un bacione, Jenny :*